sabato 25 aprile 2026

Il palpitare di scaglie di mare: la pittura come soglia dell’Essere

il palpitare di scagli di mare, positano riverberi: acrilico materico su tela 80x60cm, Ciro D'Alessio

Il palpitare di scaglie di mare: la pittura come soglia dell’Essere

«...il palpitare lontano di scaglie di mare» (Eugenio Montale, Ossi di seppia)

In questa mia ultima tela, il riferimento montaliano non è un semplice omaggio letterario, ma una necessità fenomenologica. Quando la spatola incontra il pigmento, non cerco di "descrivere" la Costiera; provo a lasciar accadere quel palpitare primigenio che precede ogni nome e ogni forma.

La dissoluzione della forma come apertura

Per me, dipingere significa operare una costante dissoluzione della forma. In questo lavoro, la linea di costa, la roccia di Positano e la densità dell'acqua non sono oggetti separati da guardare, ma frammenti di un'unica vibrazione. Coapparteniamo a questo inafferrabile che cerco di materializzare attraverso lo spatolato materico: ogni colpo è una "scaglia" di luce che non vuole chiudere il reale in un perimetro, ma aprirlo all'Essere.

È una pittura che non vuole "signoreggiare" la natura (come direbbe Heidegger), ma porsi in ascolto del suo darsi nudo e vibrante.

Una risposta radicale al "Ge-stell" e al capitalismo liquido

Questa scelta estetica è, nel mio sentire, un atto politico. Viviamo nel tempo del Ge-stell, l'apparato tecnico che riduce il mondo a una riserva di risorse manipolabili, a un'immagine piatta pronta per il consumo rapido del capitalismo liquido.

Il sistema dell'arte contemporanea spesso insegue questa stessa logica: l'opera diventa un brand, un concetto astratto o un feticcio ideologico. La mia risposta è il ritorno alla matericità prepotente.

  • Dipingere con questa densità significa rivendicare il tempo della lentezza contro la velocità della merce.

  • Significa opporre la "carne" del colore alla digitalizzazione dell'esperienza.

  • Significa abitare la soglia dove l'uomo non è più il centro che domina, ma l'essere-nel-mondo che si lascia attraversare dalla luce mediterranea.

La pittura come relazione

Questo quadro è un invito a superare il "vedere" inteso come possesso oculare. Invito l'osservatore a sentire le scaglie di mare, a percepire quel palpito che ci ricorda che siamo parte di un tutto che vibra. In questo senso, la pittura non rappresenta la realtà: essa è un accadimento della realtà stessa.

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