Big Bang: L’Esplosione della Luce e la Genesi del Colore
In questo nuovo lavoro provo a spingermi oltre la soglia del figurativo, lasciando che sia la luce stessa a farsi architettura e narrazione. Non c’è più il paesaggio di Marechiaro o il profilo del Vesuvio a contenere il colore; qui assistiamo a una sorta di Big Bang pittorico, un evento originario dove l’energia pura si frammenta e genera lo spettro visibile.
La Luce come Origine
Il centro della tela è un nucleo di luminosità assoluta, un bianco abbacinante che rappresenta l'eccedenza dell'essere, ciò che ancora non è manipolato né incasellato. Da questo centro, la luce si espande verso l’esterno, rallentando e trasformandosi: i gialli solari, i rossi vitali, i blu profondi, fino a degradare man mano verso le tenebre e il silenzio dei toni oscuri ai margini.
Un’estetica della Resistenza
Questa pittura informale è un atto di fede nell'ineffabile. Mentre il mondo contemporaneo cerca di misurare e mercificare ogni vibrazione, questa esplosione cromatica rivendica l’esistenza di una bellezza che "accade" e che non può essere posseduta del tutto. È il passaggio dalla massima energia alla materia, un pullulare di colpi di spatola che testimoniano il mio tentativo di abitare la luce senza imprigionarla.
Verso un Impressionismo Informale
L'opera si inserisce nella mia ricerca di un Impressionismo Informale: se l'impressionismo cercava di catturare l'attimo luminoso sulla superficie delle cose, qui provo a scavare dentro la luce stessa, mostrandone la carne, lo spessore e il movimento espansivo. È un’opera che non chiede di essere capita razionalmente, ma di essere sentita come un’apertura, una vibrazione che risuona con la nostra stessa coappartenenza al cosmo.
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