A Marechiaro la luce attraversa l’Essere: Tra Materia e Filosofia
In questo video provo a mostrarvi il battito pulsante della mia pittura, dove il gesto tecnico diventa un atto ontologico. Come essere-nel-mondo, non percepisco la luce come un elemento esterno che "illumina" passivamente le cose, ma come un’energia coessenziale che le attraversa e le costituisce.
In questo dipinto mare Campania nato a Marechiaro, lo spatolato materico non si limita a descrivere il paesaggio, ma cerca di catturarne la vibrazione vitale attraverso una forte "differenza di potenziale" cromatica. I riflessi saturi e i gialli puri, venendo percettivamente in primo piano, creano una profondità che rapisce lo sguardo e ci fonde con il divenire sensibile della costa.
È una pittura che porta all’eccesso la prospettiva atmosferica: mentre lo sfondo sfuma in un’eco di azzurri lontani, il primo piano esplode in una fisicità tattile che trasforma la veduta in pura pittura informale ed espressiva. In ogni mia opera, che sia un paesaggio Gaeta Trecento Scalini o una veduta Marechiaro, cerco di cogliere quelle linee di forza e quella luce mediterranea che non si ferma alla superficie, ma ci rapisce e ci connette all'energia del mondo.
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