Il Mito e la Nudità: Riflessioni sul mio Maradona
In questi giorni di silenzio in bottega, mentre la spatola incideva il volto di Diego, mi sono ritrovato a riflettere sulla nudità dell'uomo. Cosa resta di un'icona quando la spogliamo del rumore dello stadio e della cronaca?
Provo a pensare che Maradona, in questo mio impressionismo pop, sia il simbolo perfetto dell'uomo contemporaneo: esposto, fragile eppure eterno. Non ho cercato la perfezione del tratto, ma la vibrazione della sua energia, quella luce mediterranea che ha illuminato Napoli e che io porto dentro fin da bambino, tra i pescatori di Marechiaro.
Dipingere questa commissione per la galleria Fatti d'Arte è stato come ripercorrere la performance ad occhi chiusi di Irsina. Ho cercato di non "vedere" Maradona, ma di "sentirlo". Lo spatolato materico che vedete sulla tela è il segno di questa lotta: la materia che tenta di farsi spirito, il colore che esplode per diventare emozione pura.
È un'opera che nasce dal dubbio, non dalla certezza di una somiglianza fotografica. È un tentativo di ritrovare l'essenza dell'uomo nel mito, oltre il sistema dell'arte che spesso riduce tutto a merce.
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