In questa tela di medie-grandi dimensioni (80x120 cm) dedicata alla costiera amalfitana, l'indagine pittorica supera la pura intenzione descrittiva o documentaria. L'opera si propone come un'apertura sensoriale ed energetica, un tentativo relazionale di catturare l'essere-nel-mondo attraverso la scomposizione della luce mediterranea.
Il primo piano è dominato da una straordinaria trama di trasparenze marine, dove l'acqua cristallina pullula di mille riverberi cangianti. Attraverso uno spatolato materico vigoroso e denso, i toni del verde smeraldo, del turchese e dell'azzurro profondo si frammentano e si ricompongono in una struttura geometrica e fluida al tempo stesso, che sfuma nei riflessi dorati del fondale. Sullo sfondo, il profilo arroccato di Amalfi e la maestosità della roccia costiera arretrano fondendosi con l'atmosfera: la prospettiva atmosferica viene qui portata all'eccesso, dilatando lo spazio e mostrando la profonda coappartenenza tra l'elemento liquido, le architetture umane e la montagna.
Rifiutando il dualismo tra una realtà puramente esteriore e un sentimento astratto, la composizione esprime l'energia pura e le linee di forza del paesaggio campano. I colori, puri e vibranti, non rivestono le forme ma le generano, collocando pienamente il dipinto nella ricerca dell'astratto figurativo. È un'opera caratterizzata da una forte vitalità cromatica e da una ricca consistenza materica, pensata per arricchire ambienti moderni con la luce profonda e l'ampio respiro delle vedute costiere italiane.
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