lunedì 27 aprile 2026

Impressionismo Pop: La carne del mito oltre la piattezza dell’icona


Impressionismo Pop: La carne del mito oltre la piattezza dell’icona

Siamo abituati a pensare alla Pop Art come al regno del "piatto": colori industriali, superfici levigate, immagini che replicano la freddezza della stampa o dello schermo. Ma cosa succede quando un'icona universale — come il numero 10 per eccellenza — viene investita dalla furia dello spatolato materico?

In questo mio recente lavoro dedicato a Maradona, provo a definire un concetto che mi sta molto a cuore: l'Impressionismo Pop.

Oltre la superficie: la pittura come vibrazione

La Pop Art tradizionale ha spesso trattato il mito come una merce, privandolo di profondità per renderlo immediatamente consumabile. La mia ricerca va nella direzione opposta. Non mi interessa la "copia" dell'immagine che tutti abbiamo negli occhi, ma la sua vibrazione interna.

Attraverso la materia densa, la figura di Diego smette di essere un poster bidimensionale. Lo spatolato non descrive i muscoli o la maglia, ma sprigiona l'energia che quel corpo rappresentava. È un'immagine che "pulsa":

  • Contro la piattezza: Dove il capitalismo liquido ci propone immagini lisce e senza corpo, io rispondo con lo spessore dell'acrilico, con il rilievo che si può quasi toccare.

  • L’ascolto del colore: Il campo verde e il blu della maglia non sono campiture statiche, ma un "palpito" di scaglie cromatiche che interagiscono con la luce mediterranea.

Il mito come apertura all'Essere

Ritrarre Maradona di spalle, rivolto verso un orizzonte che si dissolve nel colore, è una scelta ontologica. Significa guardare con lui verso l'inafferrabile. In questo senso, l'Impressionismo Pop è il tentativo di dare un'anima materica ai sogni collettivi, trasformando l'icona pop in una soglia di riflessione.

È una risposta radicale al sistema dell'arte contemporanea che spesso privilegia il concetto a scapito della presenza fisica dell'opera. Qui, la presenza è tutto. La pittura non è un commento, è un corpo a corpo con il mito, un modo per riportare l'umano — con tutte le sue vibrazioni e contraddizioni — al centro della scena.

La pittura come resistenza

In un mondo dominato dal digitale e dall'immateriale, rivendicare una pittura "materica" su un soggetto così popolare significa fare un atto di resistenza. Significa dire che anche il mito ha bisogno di gravità, di spessore, di terra e di luce vera.

Puoi chiudere il post dicendo che questo approccio è lo stesso che applichi ai paesaggi costieri: la ricerca della "scaglia" di vita che rompe la finzione della rappresentazione.

vedilo su Pitturiamo  o su Artmajeur


 

sabato 25 aprile 2026

Il palpitare di scaglie di mare: la pittura come soglia dell’Essere

il palpitare di scagli di mare, positano riverberi: acrilico materico su tela 80x60cm, Ciro D'Alessio

Il palpitare di scaglie di mare: la pittura come soglia dell’Essere

«...il palpitare lontano di scaglie di mare» (Eugenio Montale, Ossi di seppia)

In questa mia ultima tela, il riferimento montaliano non è un semplice omaggio letterario, ma una necessità fenomenologica. Quando la spatola incontra il pigmento, non cerco di "descrivere" la Costiera; provo a lasciar accadere quel palpitare primigenio che precede ogni nome e ogni forma.

La dissoluzione della forma come apertura

Per me, dipingere significa operare una costante dissoluzione della forma. In questo lavoro, la linea di costa, la roccia di Positano e la densità dell'acqua non sono oggetti separati da guardare, ma frammenti di un'unica vibrazione. Coapparteniamo a questo inafferrabile che cerco di materializzare attraverso lo spatolato materico: ogni colpo è una "scaglia" di luce che non vuole chiudere il reale in un perimetro, ma aprirlo all'Essere.

È una pittura che non vuole "signoreggiare" la natura (come direbbe Heidegger), ma porsi in ascolto del suo darsi nudo e vibrante.

Una risposta radicale al "Ge-stell" e al capitalismo liquido

Questa scelta estetica è, nel mio sentire, un atto politico. Viviamo nel tempo del Ge-stell, l'apparato tecnico che riduce il mondo a una riserva di risorse manipolabili, a un'immagine piatta pronta per il consumo rapido del capitalismo liquido.

Il sistema dell'arte contemporanea spesso insegue questa stessa logica: l'opera diventa un brand, un concetto astratto o un feticcio ideologico. La mia risposta è il ritorno alla matericità prepotente.

  • Dipingere con questa densità significa rivendicare il tempo della lentezza contro la velocità della merce.

  • Significa opporre la "carne" del colore alla digitalizzazione dell'esperienza.

  • Significa abitare la soglia dove l'uomo non è più il centro che domina, ma l'essere-nel-mondo che si lascia attraversare dalla luce mediterranea.

La pittura come relazione

Questo quadro è un invito a superare il "vedere" inteso come possesso oculare. Invito l'osservatore a sentire le scaglie di mare, a percepire quel palpito che ci ricorda che siamo parte di un tutto che vibra. In questo senso, la pittura non rappresenta la realtà: essa è un accadimento della realtà stessa.

Per approfondire il discorse della pittura come ascolto clicca qui

visualizzalo su Armajeur

e su Pitturiamo


 

venerdì 24 aprile 2026

Oltre lo sguardo: Il sentire come apertura al mondo. Riflessioni sulla mia presenza alla 21st IAPA International Conference

il logo del congresso iapa, realizzato da Ciro D'Alessio

il logo usato come sfondo del maxischermo del congresso


 

La pittura è spesso intesa come un’arte puramente visiva, un esercizio di organizzazione dello spazio che prepara l’occhio all’azione e la mano alla manipolazione. Ma cosa accade quando la pittura cerca di farsi ascolto?

Lo scorso marzo, ho avuto il privilegio di portare la mia ricerca pittorica tra le architetture storiche del Centro Congressi "Federico II" di Napoli, in occasione della 21st IAPA International Conference dedicata all'audiologia e alla vestibologia. Invitato dalla Professoressa Anna Fetoni — luminare della medicina dell'udito e stimata collezionista delle mie opere — ho vissuto un’esperienza di profonda risonanza tra l'arte e la scienza del sentire.

Dall'immagine all'accadere Per questo prestigioso contesto, la Professoressa Fetoni ha scelto di affidarmi la creazione dell'immagine ufficiale del congresso: una sfida che ho accettato traducendo il concetto di "vibrazione" e "frequenza" nel mio linguaggio materico.


la grandezza degli spazi della università federico II palazzo dei congressi, con le opere dell'artista ciro d'alessio


La selezione di opere esposte tra i marmi del Palazzo dei Congressi è nata da una riflessione precisa: il primato del sentire sul vedere. Se il vedere è un atto che tende a dominare lo spazio, a misurarlo e a oggettivarlo per il nostro controllo, il sentire è una predisposizione alla ricettività. È un'apertura in cui non ci poniamo come padroni del mondo, ma come sue parti integranti, vibranti, esposte.

Vibrazioni sulla tela Le tele esposte non vogliono essere "vedute", ma "accadimenti". Attraverso lo spatolato materico e l'impressionismo informale, ho cercato di trasportare il pubblico della conferenza in una dimensione dove il colore non si guarda, ma si percepisce come un suono, come un'onda che attraversa l'Essere. Dipingere l'udito significa dipingere ciò che è invisibile ma presente: la forza che muove la materia, la vita che pulsa oltre il confine del visibile.

La pittura come soglia Esporre in un congresso di medicina dell'udito significa riconoscere che l'arte è, al pari della scienza, un modo per affinare la nostra capacità di stare al mondo. Ringrazio la Professoressa Fetoni per aver compreso la mia ricerca e per aver permesso che le mie opere potessero dialogare con i massimi esperti mondiali del sentire.

Questa mostra resta per me un punto di svolta: la conferma che la mia pittura non è mai stata una rappresentazione, ma una Relazione. Un tentativo — sempre in divenire — di far risuonare la trama invisibile dell'esistenza.


Visualizza i miei lavori su Pitturiamo o su Artmajeur


ciro d'alessio con la sua opera di grandoi dimensioni astratta: impressionismo informale, sensazione di inverno

foto di gruppo dei medici e ricercatori internazionali del associazione iapa

un dipinto esposto al congresso iapa, la primavera, di ciro d'alessio

tutta le grafiche dell' evento iapa inspirate al mio dipinto

l' artista protagonista dell' evennto, ciro d'alessio, con la maglia logo dell' evento iapa






mercoledì 15 aprile 2026

Impressionismo informale, Big Bang, acrilico materico su tela 60x120cm, ciro d'alessio, Pozzuoli.

Big Bang: L’Esplosione della Luce e la Genesi del Colore

In questo nuovo lavoro provo a spingermi oltre la soglia del figurativo, lasciando che sia la luce stessa a farsi architettura e narrazione. Non c’è più il paesaggio di Marechiaro o il profilo del Vesuvio a contenere il colore; qui assistiamo a una sorta di Big Bang pittorico, un evento originario dove l’energia pura si frammenta e genera lo spettro visibile.

La Luce come Origine

Il centro della tela è un nucleo di luminosità assoluta, un bianco abbacinante che rappresenta l'eccedenza dell'essere, ciò che ancora non è manipolato né incasellato. Da questo centro, la luce si espande verso l’esterno, rallentando e trasformandosi: i gialli solari, i rossi vitali, i blu profondi, fino a degradare man mano verso le tenebre e il silenzio dei toni oscuri ai margini.

Un’estetica della Resistenza

Questa pittura informale è un atto di fede nell'ineffabile. Mentre il mondo contemporaneo cerca di misurare e mercificare ogni vibrazione, questa esplosione cromatica rivendica l’esistenza di una bellezza che "accade" e che non può essere posseduta del tutto. È il passaggio dalla massima energia alla materia, un pullulare di colpi di spatola che testimoniano il mio tentativo di abitare la luce senza imprigionarla.

Verso un Impressionismo Informale

L'opera si inserisce nella mia ricerca di un Impressionismo Informale: se l'impressionismo cercava di catturare l'attimo luminoso sulla superficie delle cose, qui provo a scavare dentro la luce stessa, mostrandone la carne, lo spessore e il movimento espansivo. È un’opera che non chiede di essere capita razionalmente, ma di essere sentita come un’apertura, una vibrazione che risuona con la nostra stessa coappartenenza al cosmo.

visualizza il dipinto su Pitturiamo
 

sabato 4 aprile 2026

Studio d'arte Ciro D'Alessio, qualche ripresa.


[ITA] Benvenuti nel mio spazio creativo a Pozzuoli (Napoli). In questo video, provo ad aprirvi le porte della mia bottega, dove la pittura diventa un’indagine sull’Impressionismo Pop e sul paesaggio materico. Non cerco una descrizione statica della realtà, ma le sue linee di forza e quel rigurgito di colore che reclama il diritto di straripare come vita inafferrabile.

In un periodo di profonda confusione del sistema dell'arte, ho scelto di mantenere vivo questo luogo fisico per ricercare un contatto diretto e umano con il pubblico. Credo che l’arte debba essere apertura costante sul mondo, un dialogo che avviene senza filtri tra l'essere e ciò che lo circonda. Ogni mia opera è una proposta, un tentativo di cogliere l'energia e le vibrazioni della vita in un unico spazio di relazione.


[ENG] Welcome to my creative sanctuary in Pozzuoli (Naples). In this video, I try to open the doors of my studio, where painting becomes an investigation into Pop Impressionism and textured landscapes. I do not seek a static description of reality, but rather its lines of force and that surge of color reclaiming its right to overflow like ungraspable life.

In a period of profound confusion within the art system, I chose to maintain this physical space to seek direct and human contact with the public. I believe that art must be a constant opening to the world, a filterless dialogue between being and its surroundings. Each of my works is a proposal, an attempt to capture the energy and vibrations of life in a single space of relationship.

mercoledì 1 aprile 2026

Vele colorate a Positano: impressionismo pop

vele colorate, positano, vele, impressionismo pop, popart, ciro d'alessio, dipinto ad olio, olio su tela 70x50cm,
Vele colorate a Positano: impressionismo pop. 

 In questo dipinto dedicato alle vele a Positano, la scena diventa un pretesto per lasciare che la pittura esprima la nostra apertura verso un essere che ci eccede, superando i limiti della forma definita. Provo a usare il colore come un invito a dire di sì alla vita, trasformando il paesaggio costiero in un’esplosione di solarità e ottimismo. Le vele non sono semplici oggetti, ma superfici vibranti che captano la luce, diventando metafora di un'esistenza che si lascia sospingere dall'energia del mondo. Attraverso uno spatolato materico deciso, cerco di superare il dualismo tra interno ed esterno, immergendo lo spettatore in un flusso cromatico dove il bagliore del sole e il movimento del mare si fondono. È un esempio del mio impressionismo mediterraneo che vuole celebrare la bellezza come forma di resistenza e apertura. Questa opera, carica di luce e speranza, vi aspetta nella mia bottega a Pozzuoli, dove la materia pittorica si fa dialogo e relazione.

guarda il dipinto su Pitturiamo

In this painting of sailboats in Positano, the scene serves as a pretext to let the paint express our openness toward a Being that exceeds us, moving beyond the limits of defined form. I try to use color as an invitation to say "yes" to life, transforming the coastal landscape into an explosion of solar energy and optimism. The sails are not merely objects, but vibrant surfaces that capture the light, becoming a metaphor for an existence that allows itself to be propelled by the world's energy. Through a bold palette knife technique, I seek to overcome the dualism between interior and exterior, immersing the viewer in a chromatic flow where the sun's glare and the sea's movement merge. This is an example of my Mediterranean Impressionism, aiming to celebrate beauty as a form of resistance and openness. This work, filled with light and hope, awaits you in my workshop in Pozzuoli, where the pictorial matter becomes dialogue and relation.


see it on Artmajeur


Marechiaro: vivere vorrei addormentato entro il dolce rumore della vita...

marechiaro, dipinto ad olio, napoli, ciro d'alessio, pittore, impressionismo contemporaneo
Marechiaro: olio materico su tela 70x50cm, Ciro D'Alessio, Napoli 2026

In questa reinterpretazione ad olio di Marechiaro, provo a indagare quel confine sottile dove la delineazione della forma cede il passo alla sua dissoluzione, cercando una sintesi tra il dato reale e la vibrazione interiore. Lo scopo di questo mio impressionismo mediterraneo è restituire la sensazione di bagliore e accecamento che la forte luce solare, fonte di vita e bellezza, riverbera sulle rocce e sull'acqua: una luce che non permette di vedere con precisione, ma che invita a uno "stare immersi" nel paesaggio. Questo disorientamento visivo si trasforma in un sentimento di abbandono, simile al naufragar dolce di memoria leopardiana, trovando una sponda poetica nei versi di Sandro Penna: un esistere che vorrebbe restare addormentato entro il dolce rumore della vita. Tecnicamente, lo spatolato materico si fa strumento di questa ricerca, dove i blocchi di colore puro e i contrasti accesi tra i gialli e i blu profondi non descrivono il luogo, ma ne captano l'energia cinetica e l'aura. È un’opera che vive di accelerazioni cromatiche e sintesi astratta, un pezzo di arte contemporanea che potrete scoprire dal vivo venendomi a trovare nella mia bottega a Pozzuoli.


Visualizza questo dipinto su Pitturiamo

In this oil reinterpretation of Marechiaro, I try to investigate that subtle boundary where the delineation of form gives way to its dissolution, seeking a synthesis between reality and inner vibration. The purpose of my Mediterranean Impressionism is to restore the sensation of glare and blindness that the strong sunlight, a source of life and beauty, reverberates on the rocks and water: a light that does not allow for precise sight, but invites one to be "immersed" in the landscape. This visual disorientation turns into a feeling of surrender, akin to the "sweet shipwreck" of Leopardi's memory, finding a poetic echo in the verses of Sandro Penna: an existence that wishes to remain "asleep within the sweet noise of life." Technically, the palette knife texture becomes the tool for this research, where blocks of pure color and sharp contrasts between yellows and deep blues do not describe the place, but capture its kinetic energy and aura. It is a work that lives through chromatic accelerations and abstract synthesis, a piece of Italian contemporary art that you can discover in person by visiting me in my workshop in Pozzuoli.


 

My Vesuvius: Magmatic Dynamics

esmy vesuvius, ciro d'alessio, dipinto 2026, vuvio, napoli, colori, popart
my vesuvius, 100x100cm, Ciro D'Alessio 2026

My Vesuvius: Magmatic Dynamics

In my studio in Pozzuoli, I continue my pictorial research into the energetic forces of the Neapolitan landscape. Following the international recognition of the 21st IAPA Conference, where my work was selected as the official image by Prof. Anna Fetoni, I felt the need to return to the canvas with a new proposal.

In this work, I try to capture the magmatic dynamism of Naples. Unlike my previous studies, I have intensified the centripetal force of the palette knife marks: the colors in the foreground are no longer descriptions of the coast, but kinetic vectors driving the eye toward the Vesuvius—the blue, motionless pivot of a radial explosion of light.

This is my attempt at a synthesis between the figurative and the abstract. It is not a view of a place, but an investigation into the vibrant energy of the Mediterranean soul.

Mio Vesuvio, Oil on canvas, Ciro D'Alessio, 2026


visualizza questo dipinto su pitturiamo


Il Mio Vesuvio: Dinamiche Magmatiche

Nel mio studio a Pozzuoli, proseguo la mia ricerca pittorica sulle forze energetiche del paesaggio napoletano. In seguito al riconoscimento internazionale della 21ª Conferenza IAPA, dove la mia opera è stata scelta come immagine ufficiale dalla Prof.ssa Anna Fetoni, ho sentito la necessità di tornare sulla tela con una nuova proposta.

In questo lavoro, provo a catturare la dinamicità magmatica di Napoli. A differenza dei miei studi precedenti, ho intensificato la forza centripeta dei segni della spatola: i colori in primo piano non sono più descrizioni della costa, ma vettori cinetici che guidano l'occhio verso il Vesuvio — il perno blu e immobile di un'esplosione radiale di luce.

Questo è il mio tentativo di una sintesi tra il figurativo e l'astratto. Non è la veduta di un luogo, ma un'indagine sull'energia vibrante dell'anima mediterranea.

Mio Vesuvio, Olio su tela, Ciro D'Alessio, 2026